L’uomo creato

La scintilla divina che risiede nell’uomo è parte stessa di Dio.
Le anime preesistevano alla stessa creazione,
ed erano nella loro completa individualità
preformate nella mente di Dio,
celate nell’Idea Divina,
prima di essere incorporate,
nei limiti vitali di un corpo terrestre.

Tutta la Tradizione è concorde nel vedere nella creazione dell’uomo — immagine e somiglianza di Dio — una coordinazione, un accordo primordiale tra l’essere umano e l’Essere divino. Dio, Uno nell’Essenza è Trino nelle Persone.
Dio creando l’uomo, creò l’opera degna di Sé e valida in eterno, la sua opera operante; e grande fu questa opera: vi era impressa la sua stessa immagine.
La Saggezza Divina nel creare la sua opera, la creò a sua immagine. Creò l’essere: questa fu l’opera di Dio, e inserì, nel corpo composto con gli elementi, l’anima, scintilla della sua Luce.
Questa opera, creata a sua immagine, è trina: corpo, anima, spirito.
Il corpo corrisponde al piano fisico materiale; l’anima al piano psichico;
l’intelletto trascendente al piano sopraformale, angelico.
Ma, aldilà di questi tre piani del Creato Universale, vibra e vive l’Archetipo increato, inconoscibile all’essere, ma che nell’essere costituisce l’Io, in quanto è il principio individualizzato conoscente e agente, il riflesso della Intelligenza divina e dell’Archetipo.

L’anima, a sua volta, è composta o suddivisa in: anima mentale, anima senziente, anima vitale (1).
• E’ l’anima mentale che possiede le facoltà: coscienza, intelli-genza, memoria, ragione, percezione mentale, volontà, determi¬nazione, arbitrio, ecc.
• Mentre nell’anima senziente (ovvero astrale) si riflettono e agiscono i sentimenti, le passioni, le emotività, ecc.
• L’anima vitale comprende il vitale iperfisico, cioè la vitalità posta entro al corpo fisico, o ente materiale, che lo vivifica e regge, muove e nutre.

L’Io, principio conoscente e agente, è un riflesso centrale del-l’Intelletto celeste, da questo riceve la Luce intellettiva, Luce di conoscenza, dalla quale la mente è rischiarata, e la ragione ne fluisce, traendo così diversi stati di coscienza, divenendo consapevole di essere se stesso e di essere il conoscitore (2).
Lo Spirito invece è ciò che, al di sopra di ogni essere o forma, simile a folgore divina ha carattere universale, si diffonde in tutto e per tutto, riempie, muove e converge a Sé tutte le cose.
E’ Soffio divino che anima e da sostanza all’anima: energia divina vivente che assiste, muove e dona moto all’anima, frammento di divinità che in lei sussiste come Amore.


(1) L’anima vivente, immateriale, di sostanza sottile, transitoria, umana, per attualizzare le qualità potenziali originarie, e trasmutare gli elementi, per riassurgere allo stato di Luce, di volta in volta, con veste nuova ritorna sulla terra, per una nuova e più perfetta esperienza.
(2) In ogni esperienza, diverse sono le condizioni di coscienza. Compito dell’Io è il collegarle. La coscienza si modifica tramite la conoscenza. Unita nel sonno (la coscienza) diviene coscienza extrasensoriale capace di apprendere nuove cognizioni, o di vedere il passato e il futuro.
Come la coscienza di veglia, può avere stati illuminativi, intuitivi, estatici trasmutativi, ecc.


Detto Spirito, dai più è chiamato: Augos, Splendore, Luce pura, o, Intelletto sopra individuale, Raggio Universale, Angelo custode, Intelletto Celeste.
L’anima è dunque assistita da qualcosa più grande di Lei, da questo frammento di divinità, o, sprazzo di divinità, Forza Divina alitata in lei: il Soffio divino al quale l’anima è intimamente legata è chiamato Spirito. L’anima contiene questo Soffio, e da questo, è inseparabile.
Questa Luce del Soffio divino, alla quale l’anima partecipa, Gregorio Nazianzeno, la suddivide in tre gradi di Luce.
La prima delle quali è Dio, Luce suprema, inaccessibile, ineffabile.

La seconda emanazione, nei diversi stati angelici, è un certo sprazzo, o partecipazione della prima Luce.
La terza è l’io dell’uomo, detto anche lui Luce, in quanto il suo intelletto è illuminato dalla Luce dell’Archetipo.
Lo Spirito raffigura quindi la perfezione dell’immagine, somiglianza con Dio Luce, la parte di questa Luce ineffabile di Dio, emanata da Dio, soffiata da Dio sull’anima, opera da Lui creata: Luce che, se pure è rinchiusa nella caverna uomo (terra da trasmutare), rimane sempre Luce divina e inestinguibile.

L’anima eterica, celeste ed aerea, che alcuni chiamano il veicolo etereo dell’anima, ed altri, il carro dell’anima.
Per ordine Divino e per mezzo di questo piccolo corpo celeste l’anima si infonde per prima cosa nel punto mediano del cuore, centro cuore del corpo umano; di là si espande per tutte le parti e membra del corpo composto e mortale; operazione che compie congiungendo il suo eterico veicolo etereo al calore naturale, per mezzo del calore dello spirito vitale generato dal centro cuore; poi sempre per mezzo di questo calore si immerge negli umori, aderisce alle membra e avvicinandosi a tutte si trasfonde dall’una all’altra (anima vitale).
L’essere risulta quindi formato dal corpo materia, dall’eterico, dall’anima (mentale, senziente, vitale), e dall’Io trascendente, Spirito increato o Soffio di Luce divina.
L’uomo dunque per la natura del corpo è sottomesso al karma, destino; l’anima mentale cosciente determina e muove la natura del karma, in quanto la coscienza, pur subendo il passato, resta sempre l’artefice libero del suo stesso futuro, ma l’Io per mezzo dello Spirito, nell’ordine della Provvidenza è al disopra del karma, del Fato, perciò non risente le influenze né le qualità delle cose naturali; la ragione pensiero poi è libera per suo diritto, libertà formale dell’uomo, il libero arbitrio, o la facoltà di scelta.
L’anima dunque, in quanto libera, per mezzo della ragione pensiero, può liberamente ascendere in alto, alla Mens. Io, intelletto celeste, dove comunicando con la Luce si inonda di Luce divina e conoscenza, come può discendere con la immaginazione nel senziente, il quale essendo affetto da influenze karmiche, e dalle cose naturali, l’anima può subire l’effetto delle passioni e dell’esterne sensibili cose; come può ripiegarsi tutta nel pensiero, indagando, analizzando argomenti o altri concetti, sia contemplando se stessa. Ma la parte intellettiva dell’anima può pervenire alla conoscenza e operare liberamente senza bisogno di ricorrere al mentale, come può ottenere il senso del percepire e la sensibilità ricettiva; mentre la fantasia è facoltà proiettiva e plasmatrice della immaginazione.
Nota: La Chiesa cattolica, certamente ispirata, evita per la massa, il concetto della tripartizione in spirito, anima e corpo: però in teologia distingue l’ente spirituale e la psiche (coscienza condizionata, ossia l’io inferiore) più il corpo; e la negazione (non ancora esplicitamente dogmatizzata, questo è importante!) della reincarnazione, va pertanto da noi esoterici, riferita alla psiche.

Virio

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