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LE TRE FACOLTA’ CHE DEVONO ESSERE

Il lettore che apre questo libro mosso dal desiderio di acquisire una certa nozione dell’insegnamento della Scuola Spirituale della Rosacroce d’Oro non deve accontentarsi di una conoscenza superficiale; deve essere cosciente di intraprendere uno studio arduo, che richiederà tutta la sua attenzione ed esigerà una profonda riflessione. L’insegnamento della Rosacroce non emette considerazioni generali sulla vita, ma incide nella vita dell’allievo in maniera molto personale;
leggendo, egli avrà quindi sempre la sensazione che la Scuola Spirituale si rivolga a lui direttamente.
Questo metodo ha evidentemente dei lati poco gradevoli e può a volte suscitare un certo risentimento o dell’irritazione, ma presenta un vantaggio incalcolabile che ce lo fa preferire ad altri più usuali. La lettura di questo libro deve infatti suscitare una certa inquietudine; l’allievo deve essere fortemente colpito dalla materia insegnata; questa deve toccarlo e turbarlo, giungendo ad attaccare il suo interesse intellettuale e a trafiggerlo come una spada.
Chi si avvicina all’autentica letteratura rosacrociana deve comprendere chiaramente che gli operai della Scuola Spirituale non hanno alcuna intenzione di esibire doni letterari o conoscenze teoriche allo scopo di difendere interessi terrestri e materiali; anzi, essi intraprendono il lavoro al servizio della Scuola Spirituale anche quando questo va contro i loro interessi materiali personali, come spesso accade.
L’autore si rivolge dunque a voi, dal suo campo di servizio e in concordanza con il suo stato d’essere, per testimoniare davanti all’umanità in nome della sublime Fraternità
della Luce.
Questa Fraternità è nota sotto vari nomi, quali Scuola Spirituale Ierofantica. Scuola dei Misteri degli Ierofanti di Cristo, Chiesa Interiore, Ordine di Melchisedek, Ordine della Rosacroce, ecc.
Nel prendere conoscenza del contenuto di questo libro, l’allievo deve comprendere che è questa Fraternità a rivolgersi direttamente a lui in queste pagine, e che in questo contatto la personalità dell’autore o la struttura organizzativa del Lectorium Rosicrucianum passano totalmente in secondo piano. La Fraternità di cui vogliamo testimoniare non si rivolge infatti a nessuno in quanto società, organizzazione o istituzione religiosa.
Si tratta di una scuola e lo studio di questo libro vi introduce, per così dire, nel suo atrio. 11 termine «scuola» deve tuttavia essere preso in un senso particolare, poiché l’allievo non viene istruito secondo il metodo intellettuale; la coscienza del cervello biologico non è sottoposta ad alcun allenamento, non vi sono esami né si ottengono diplomi.
La Scuola della Rosacroce fa appello a tre facoltà che nel misterioso sistema microcosmico dell’uomo sembrano dormire un sonno di morte. La Scuola cerca, malgrado tutti gli ostacoli, di risvegliare queste tre facoltà e di spingerle all’attività.
Non appena qualcosa di queste tre facoltà comincia a manifestarsi, l’allievo sente, vede e conosce «di prima mano» tutto ciò che la Scuola vuol trasmettergli, tutto ciò a
cui la Scuola vuole nuovamente unirlo. Una volta stabilito questo contatto, l’allievo diviene cosciente della necessità di tutto ciò che la Scuola gli propone e comprende che l’insegnamento della Scuola Spirituale non è una semplice ere L’uomo possiede una volontà, ma questa è o sfrenata o sperimentale o speculativa. Il risultato di uno sforzo della volontà non è mai prevedibile e. se anche lo fosse, comporterebbe comunque un’incertezza circa eventuali fenomeni collaterali conseguenti all’opposizione suscitata. Per cui l’uomo è circondato da preoccupazioni e paure già solo a causa dell’attività della sua volontà. La volontà umana non è mai liberatrice ed è per di più soggetta ai valori del sangue, cioè totalmente dipendente dalle possibilità e dalle forze presenti nel sangue.
L’uomo dispone anche di una certa saggezza, ma questa non è in fondo altro che il prodotto delle facoltà intellettuali e razionali del suo cervello. L’allievo deve comprendere che l’uomo, anche per quanto concerne questa facoltà, è assolutamente in balia delle cose esteriori, cioè delle cose visibili nelle tre dimensioni. La Lingua Sacra afferma con ragione:
«La saggezza degli uomini è follia davanti a Dio». La conoscenza assoluta non potrà mai essere conseguita dall’uomo che vive secondo i sensi. Ciò che chiamiamo saggezza è un insieme di considerazioni acquisite con i sensi e fortemente influenzate e deformate dall’educazione e dallo stato del sangue.
L’uomo sviluppa anche una certa attività, ma il risultato di questa attività non è assai desolante? Non è unicamente «lavoro e un po’ di svago»? L’attività dell’uomo è infatti contrassegnata fondamentalmente dalla lotta per resistenza, accompagnata da un po’ di divertimento e di romanticismo spirituale, secondo la natura di ciascuno.
Questa trinità — volontà, saggezza e attività — si sviluppa inoltre nella natura umana in stretto legame con degli istinti naturali che chiamiamo cupidigie, insieme ai quali è responsabile dell’apparizione della coscienza biologica, che è la coscienza dell’io, la cui proprietà più caratteristica è l’autoconservazione.
Concupire e volersi conservare sono degli stati eccessivamente speculativi ed estremamente capricciosi nelle loro varie manifestazioni. Quando l’esperienza ci disillude, saltiamo facilmente da un oggetto all’altro e, nella nostra miseria.
danziamo la sarabanda della natura, condotti da ipotesi e altre chimere. La maggior parte delle tendenze religiose sono spiegabili a causa dei tentativi di autoconservazione e delle bramosie frustrate.
Se l’allievo vedesse chiaramente questo stato di cose, sentirebbe la necessità di un cambiamento fondamentale, poiché il suo stato gli ripugnerebbe; egli cercherebbe quindi di neutralizzare le sue cupidigie e il suo desiderio di mantenersi.
A questo punto può sorgere una domanda: come sviluppare questo processo di neutralizzazione?
L’allievo non deve più voler proseguire la vecchia vita, deve abbandonare l’illusoria saggezza che ha accumulato e porre fine al gioco drammatico delle cupidigie e della lotta egocentrica.
Alcuni pensano che sia facile realizzare il cambiamento fondamentale per quanto riguarda l’illusoria realtà della religione, dell’arte e della scienza. Essi scoprono infatti rapidamente il lato speculativo delle ipotesi religiose, l’aspetto non liberatore di ciò che chiamiamo arte e il lato disperato e satanico della scienza.
Molto più difficile è però staccarsi radicalmente dai propri istinti naturali, perché l’uomo proviene dalla natura e ne vive. Gli istinti naturali possono legarci alla vecchia vita più della religione, dell’arte e della scienza. Su questo punto l’allievo deve fare attenzione a non ingannarsi; risoluto e coraggioso, attacca in genere volentieri gli ostacoli esteriori, mentre è ben più proficuo lottare contro tutto ciò che interiormente gli tende degli insidiosi tranelli. L’allievo rosacroce dovrà rammentarsi questo ogni giorno.
L’uomo è sempre disposto a lottare con tutta la sua intelligenza per migliorare la sua posizione sociale, spinto costantemente dalla pericolosa illusione che l’io sia qualcosa di essenziale. Queste ambizioni inferiori e questa illusione dell’io generano l’invidia, una delle piaghe più penose di cui soffre l’umanità.
«L’invidia fa montare l’uomo su tutte le furie», dice il poeta dei Proverbi. «L’invidia è inflessibile come il soggiorno dei morti », « I suoi ardori sono ardori di fuoco »
(Cantico dei Cantici). L’invidia è un’ossessione diabolica, che genera a volte un odio così cieco che spinge fino all’omicidio.
Il cambiamento deve afferrare l’uomo interamente, fin nei suoi istinti naturali più profondi. L’allievo deve ingaggiare una lotta senza quartiere contro se stesso.
Il cambiamento fondamentale è la base del risveglio delle tre facoltà di cui parla la Scuola Spirituale:
— una nuova volontà, infiammata da Dio,
— una nuova saggezza, che illumina il piano di Dio,
— una nuova attività, che contribuisce alla realizzazione del piano divino.
Questi tre processi sono intrapresi, sviluppati e portati a termine dalla Scuola Spirituale in collaborazione con l’allievo.
Essi costituiscono le chiavi del nuovo divenire umano.
Il loro esito dipende dal cambiamento fondamentale e dal fatto che nella coscienza dell’uomo parli — o almeno sia ancora presente — qualcosa del « prericordo » della sua spiritualità originale. Tale reminiscenza può, nel suo aspetto o nella sua attività, essere danneggiata e contraffatta, può divenire perfino pericolosa; nondimeno, essa predispone l’uomo a un’irresistibile ricerca del lato nascosto delle cose.
Questa reminiscenza stimola l’uomo a trovare il perché, il come e il fine di tutte le cose. Sviluppa un potere dinamico che più tardi, quando il cammino si presenterà, permetterà di superare un’infinità di ostacoli. La Scuola Spirituale sviluppa nell’allievo:

1-la nuova saggezza, mediante la filosofia della legge dello Spirito,

2-la nuova volontà, per mezzo della legge dello Spirito,

3-la nuova attività, grazie all’applicazione della legge dello Spirito.

La legge dello Spirito è l’idea divina che sta alla base del mondo e dell’umanità.
La filosofia della legge dello Spirito apporta all’allievo l’idea divina; essa illumina la sua mente e gli fa concepire il suo incommensurabile allontanamento dalla patria originale;
gli fa comprendere la degenerazione umana riguardo all’idea divina e gli dà una visione chiara del cammino di ritorno.
L’applicazione della legge dello Spirito è la realizzazione dell’idea divina: l’arduo e inevitabile cammino di ritorno.
l’annientamento della natura terrestre e dei suoi istinti e la riedificazione dell’uomo nuovo.
Si può vedere anche così: la legge dello Spirito come Dio, dal quale siamo separati; la filosofia della legge dello Spirito come Cristo, che in infinito amore parte da Dio per salvarci, scendendo fino al nostro livello degradato e facendosi prigioniero della materia; l’applicazione della legge dello Spirito come lo Spirito Santo, che realizza tutto il processo della rinascita e lo porta a termine.
Una Scuola Spirituale di buona fede si riconosce dal fatto che non accetta alcun compromesso in questo triplice processo.
Per il lettore che si limita a prenderne conoscenza, questo libro può avere solo un carattere informativo. Chi desidera invece divenire eventualmente allievo della Scuola Spirituale deve comprendere chiaramente che essa esige un’ascensione rigeneratrice e purificatrice, un processo. Senza questa esigenza la Scuola non sarebbe una scuola spirituale.
La Scuola dei Misteri della Rosacroce desidera entrare in contatto con tutti gli interessati e concludere un’alleanza su basi libere e democratiche. D’altronde essa realizza e prende come base di esistenza tutto ciò che chiede ai suoi allievi.
All’allievo non viene perciò richiesto nulla che egli non possa realizzare.
La Scuola Spirituale è un cantiere di lavoro dove nascono degli atti in seguito ai quali le tre forze divine che emanano dalla Scuola risvegliano le tre facoltà latenti nell’allievo.
L’interazione fra le tre forze divine e l’allievo fa sì che questi voglia ciò che la Scuola Spirituale vuole, sappia ciò che la Scuola Spirituale sa e realizzi ciò che la Scuola Spirituale realizza, grazie alla messa in pratica di un’autodisciplina cosciente e liberamente accettata.
Quanti comprendono e sperimentano così i misteri della Rosacroce sono animati da un grande entusiasmo, irradiano un’energia indomita e un’intensa gioia. Essi si pongono in tutta umiltà davanti al fuoco insondabile della legge dello Spirito.
Quando la filosofia della legge dello Spirito li tocca, si trovano allora con la faccia rivolta verso la luce rivelatrice dell’Amore Universale.
E, quando l’applicazione della legge dello Spirito viene a esigere tutta la loro attenzione e tutta la loro dedizione, attendono con le braccia aperte il santo battesimo dell’Acqua Viva della rigenerazione divina.

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