Il vuoto

… E’ sull’insondabile portata di libertà che le nostre rinunce trascinano con sé l’essenza dello spirito …

Ora, la carta ci insegna inizialmente che l’Imperatore ha rinunciato alla forza e alla violenza. Non ha armi. La sua mano destra regge lo scettro proteso in avanti, sul quale fissa lo sguardo, mentre la mano sinistra tiene stretta la cintura. Non sta né in piedi né seduto. È semplicemente appoggiato ad un piccolo trono e posa un solo piede a terra. Le gambe sono incrociate.
Lo scudo con l’aquila è posato a terra di lato. Porta infine una corona massiccia e pesante. Il contesto della carta esprime delle rinunce che vanno ben oltre quella relativa alla sola costrizione. L’Imperatore ha rinunciato al riposo, non è infatti seduto. Ha rinunciato a camminare, infatti è appoggiato e le sue gambe sono incrociate. Non deve avanzare per una offensiva, né retrocedere per una ritirata. È vicino al trono e al blasone. È una sentinella e come tale non ha libertà di movimento, è costretta al suo posto.
Fa la guardia principalmente allo scettro. Ora, lo scettro non è un oggetto che serve per fare qualcosa. È un simbolo, dal punto di vista pratico non ha alcuna utilità. L’Imperatore ha rinunciato dunque ad ogni azione avendo consacrato allo scettro la mano destra protesa in avanti, mentre con la sinistra tiene stretta la cintura. Neanche essa è libera, perché l’Imperatore se ne serve per trattenersi. Essa ha la funzione di tenere a freno la sua natura impulsiva e istintiva affinché essa non si interponga e non lo distolga dal suo dovere di guardia.
L’Imperatore ha dunque rinunciato al movimento per mezzo delle gambe e all’azione per mezzo delle braccia. Allo stesso tempo, porta una corona massiccia e pesante. Ogni corona — abbiamo già meditato sul senso della corona trattando quella dell’Imperatrice — ha un doppio significato. È il segno della legittimità, ma anche il segno di uno scopo, di una missione di cui l’incoronato è investito dall’alto. Così ogni corona è essenzialmente una corona di spine. Non solo perché pesa, ma anche perché comporta una costrizione dolorosa del pensiero e dell’immaginazione libera o arbitraria della personalità. Essa emette sì dei raggi verso l’esterno, ma, verso l’interno,
questi stessi raggi diventano delle spine per la personalità. Essi fungono da chiodi che trafiggono e crocifiggono ogni pensiero o immagine dell’immaginazione personale. Il pensiero veridico ne riceve conferma e ulteriore illuminazione; il pensiero falso o senza pertinenza ne rimane inchiodato e ridotto all’impotenza. La corona dell’Imperatore significa la rinuncia alla libertà del movimento intellettuale, proprio come le braccia e le gambe indicano la rinuncia alla libertà d’azione e di movimento. Egli è privato delle tre libertà dell’essere umano dette ‘naturali’ — di opinione, di parola e di spostamento. ‘Autorité oblige’.
Ma non è tutto. Lo scudo con l’aquila rimane a terra di lato. L’Imperatore non lo tiene in mano, come fa l’Imperatrice. Lo scudo è ben lì, ma appartiene più al trono che alla persona dell’Imperatore. Vuol dire che lo scopo, di cui l’Imperatore è sentinella, non è suo, ma del trono. L’Imperatore non ha una missione sua personale; vi ha rinunciato a favore del trono.
O, in termini esoterici, egli non ha un nome; è anonimo, poiché il nome la missione — appartiene al trono. Non è lì a nome proprio, ma in nome del trono. Questa è la quarta rinuncia dell’Imperatore, la rinuncia ad una missione personale o al nome, nel senso esoterico della parola.
Si dice che ‘la natura odia il vuoto’ (horror vacui). La contro-verità spirituale è che ‘lo spirito odia il pieno’. Bisogna creare un vuoto naturale — che viene creato dalla rinuncia — affinché si possa manifestare Io spirituale. Le beatitudini del Sermone della Montagna (Mt 5:3-12) enunciano questa verità fondamentale. La beatitudine “Felici i poveri di spirito perché di essi è il Regno dei Cieli!” vuol dire che coloro i quali sono ricchi in spirito, cioè pieni del ‘regno spirituale dell’uomo’, non hanno posto per il ‘Regno dei Cieli’. La rivelazione presuppone il vuoto, uno spazio messo a sua disposizione, per manifestarsi. Per questo occorre rinunciare all’opinione personale ricevere la rivelazione della verità, all’azione personale per divenire agenti della Magia sacra, alla via (o metodo) di sviluppo personale per essere guidati dal Maestro delle vie, alla missione personalmente scelta per essere incaricati di una missione dall’alto.
L’Imperatore ha stabilito in sé questo quadruplice vuoto. Per questo è Imperatore, è autorità. Egli ha fatto in sé un posto per il nome divino YHVH che è la fonte dell’autorità. Ha rinunciato all’iniziativa personale intellettuale e il vuoto che ne risulta si è riempito dell’iniziativa divina o la YOD del nome sacro. Ha rinunciato all’azione e al movimento, e il vuoto che ne risulta si è riempito dell’azione rivelatrice e del movimento magico dall’alto, Cioè dalla HÈ e dalla VAU del nome divino. Ha infine rinunciato alla sua missione personale, è diventato anonimo, e il vuoto che ne risulta si è riempito di autorità (o seconda HÈ) del nome divino, cioè è divenuto la fonte della legge e dell’ordine.

anonimo

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