Alchimia della Rosacroce

L’alchimia non è una scienza nascosta e oscura.

L’alchimia è la scienza della trasmutazione interiore, la trasmutazione della coscienza umana e, attraverso la trasmutazione della coscienza umana, la trasformazione alchemica della vita umana. Ciò che vorremmo è offrirvi alcuni elementi per collegare le diverse tradizioni e metodologie con cui si guarda all’alchimia, a questa scienza interiore e immutabile della trasmutazione umana.

Possiamo iniziare vedendo l’alchimia come la trasmutazione degli elementi fondamentali della natura. Si dice che per cominciare sia necessaria la Pietra Filosofale e anche un solvente universale, chiamato dagli alchimisti alkahest. Questi due elementi, in combinazione con una triade superiore, possono produrre la trasmutazione. Quali sono questi elementi? Sono mercurio, zolfo e sale. Con questi tre elementi, messi in azione dalla Pietra Filosofale e dall’alkahest, si possono trasformare i quattro elementi classici della natura che conosciamo: fuoco, aria, acqua e terra. Possiamo vedere questi elementi alchemici anche con terminologie e simboli differenti. Per esempio, nella classica trasmutazione dei metalli troviamo lo stesso ordine: elementi superiori che, attraverso un triangolo superiore, trasmutano elementi più densi. Si dice che per fare alchimia o produrre oro, in questo caso, bisogna partire da una particella di oro stesso. Attraverso un altro metallo nobile e superiore, l’argento, si possono poi trasmutare mercurio, rame e ferro. Successivamente si possono trasformare i quattro elementi inferiori: stagno, piombo, la terra stessa e le impurità della terra.

Un terzo gruppo di elementi simbolici è associato alle forze cosmiche. Questo sistema fu creato in un’epoca in cui l’umanità non disponeva del telescopio, quindi venne formulato utilizzando i corpi celesti visibili del sistema solare. Si parte dal Sole e dalla Luna, considerati le due forze motrici della trasmutazione alchemica. Con il Sole e la Luna si possono trasmutare i sette pianeti visibili: Mercurio, Venere e Marte; poi Giove (simbolizzato dal fulmine di Zeus), Saturno (con il suo tridente), la Terra e un settimo corpo cosmico mitico, talvolta indicato come Lilith o “terra caduta”, rappresentato da un simbolo specifico.Abbiamo dunque tre gruppi di simboli. Ma, amici, se però l’alchimia è una scienza interiore, allora dovremmo trovare quegli stessi elementi dentro di noi, nel laboratorio alchemico umano.

Quali sono dunque questi elementi?

L’insegnamento universale e anche gli insegnamenti della Rosacroce moderna indicano che la Pietra Filosofale — o l’oro, o ancora il Sole — può essere compresa come la scintilla dello Spirito, che è il vero centro dell’essere umano. La scintilla dello Spirito può collegarsi alla coscienza umana, trasformandola in coscienza spirituale. Questi due elementi possono trasmutare il triangolo della coscienza umana: la nostra vita mentale, la nostra vita emotiva e la nostra volontà, cioè la forza motrice dei nostri desideri e delle nostre azioni. Attraverso la scintilla dello Spirito che si manifesta come coscienza spirituale, avviene la trasmutazione dei tre elementi della nostra coscienza. E poi questi elementi trasformano i nostri quattro veicoli: il corpo mentale, il corpo astrale, il corpo eterico e il corpo fisico.

Qual è dunque il processo che può realmente trasmutare tutti questi elementi dentro di noi?

Il processo alchemico è formulato in quattro fasi principali. Queste quattro fasi possono essere riconosciute nei nomi stessi del processo alchemico, oppure in figure e aspetti di molte diverse tradizioni. Per facilitare la comprensione, cercheremo di condividere alcune di queste corrispondenze. Possiamo iniziare con le quattro fasi classiche dell’alchimia: nigredo, albedo, citrinitas e rubedo.

Queste quattro fasi possono anche essere associate a quattro uccelli mitici: il corvo, il cigno, il pavone e la fenice.

Le quattro fasi classiche dell’alchimia si ritrovano anche nelle antiche tradizioni, per esempio in Egitto, dove compaiono quattro figure mitiche: Ptah, Ramses, Osiride e Horus.

Se osserviamo la tradizione cristiana non con uno sguardo religioso, ma con una comprensione esoterica, vediamo nei quattro personaggi principali del Vangelo un’indicazione delle quattro fasi dell’alchimia: Erode, Giovanni Battista, Gesù e il Cristo. Negli insegnamenti moderni della scuola spirituale, riconosciamo questi quattro aspetti (e fasi) della trasformazione interiore come:

  • conoscenza di sé,
  • nuova coscienza,
  • coscienza spirituale,
  • manifestazione del nuovo essere umano spirituale.

Per completare l’associazione delle quattro fasi classiche dell’alchimia, possiamo comprendere che anche gli oggetti principali del laboratorio alchemico sono direttamente collegati a queste quattro fasi interiori. Il primo è l’athanor, il forno alchemico, che rappresentiamo simbolicamente con il fuoco. Il secondo sono le storte, recipienti nei quali la sostanza alchemica viene riscaldata, fatta bollire e poi condensata. Il terzo sono le spirali alchemiche, attraverso le quali la sostanza viene progressivamente e continuamente purificata e trasformata. Infine, vi sono i crogioli, dove la sostanza alchemica trasmutata può essere raccolta e conservata.

Come uniamo tutti questi elementi?

Vi abbiamo detto che esiste un processo. Qual è questo processo?

Anzitutto, il fuoco del forno deve ardere in noi. In altre parole, il fuoco della scintilla spirituale deve diventare una fiamma nell’intimo del nostro essere. Questa fiamma può trasformare il primo “recipiente” del triangolo della nostra coscienza: il cuore. Il cuore diventa una cassa di risonanza dello Spirito, un amplificatore di questo fuoco. Il cuore, unito alla scintilla spirituale, può poi trasformare il secondo recipiente della nostra coscienza: la mente, o la testa. Per la prima volta sperimentiamo l’unità tra cuore e testa, unificati dalla scintilla spirituale che diventa la nuova forza motrice che scorre attraverso di essi. Poi anche il terzo aspetto della coscienza — simbolicamente il terzo recipiente — cioè la volontà, viene trasformato.

Per la prima volta, il triangolo della nostra coscienza può funzionare in armonia ed equilibrio, avendo al centro la scintilla spirituale, il vero centro della consapevolezza umana. Questo ci permette di manifestare il terzo gruppo di oggetti: la spirale. La spirale rappresenta uno spazio gradualmente crescente che si manifesta dentro di noi, occupando tutto il nostro essere. Essa apre uno spazio affinché la potenza della scintilla spirituale, unita al triangolo della coscienza, possa permettere finalmente allo Spirito di entrare e unirsi alla scintilla al centro.

Questo dà inizio alla trasmutazione dei quattro “crogioli”:

  • prima l’aspetto superiore della mente,
  • poi la vita astrale,
  • poi l’essere eterico,
  • infine la manifestazione fisica.

Così comprendiamo anche il simbolo della scuola, che rappresenta questo processo alchemico:

  • la scintilla spirituale attiva al centro;
  • i tre aspetti della coscienza — cuore, testa e vita (simbolicamente le mani) — nuovamente in armonia ed equilibrio con il centro, un nuovo triangolo;
  • un nuovo spazio aperto nel microcosmo, rappresentato dal cerchio — il cerchio dell’eternità, il cerchio del microcosmo umano, che viene nuovamente toccato e unificato con lo Spirito;
  • All’interno di questo essere completamente nuovo può avvenire la trasmutazione, la trasfigurazione alchemica dei quattro veicoli: il corpo mentale, l’astrale, l’eterico e il fisico. Essi si manifestano in un nuovo quadrato potente e chiaro.

Per questo utilizziamo questo simbolo nella scuola spirituale: esso rappresenta il compimento del processo di trasmutazione alchemica.

Neto

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