L’anima dell’uomo

l’uomo abbraccia nel suo essere l’intero Cosmo.
E, mentre Dio è il creatore e l’iniziatore di tutto il processo cosmico, l’uomo deve contemplare e vivere tale processo.


In quanto, ciò che esiste seminalmente in Dio si dispiega e si sviluppa nell’uomo.
l’uomo è l’agente perfezionante nella struttura del cosmo: come tutti gli esseri creati, ma più di essi, è composto di tutte le 10 sephiroth e di tutte le cose spirituali. Se le forze delle sephiroth si rispecchiano in lui, egli diviene il trasformatore, e nel momento in cui egli inizia a sviluppare una consapevolezza della sua vera essenza, aspira a ripercorrere la via dell’ascesa che, dalla molteplicità della sua natura, ritorna all’unità da cui ha tratto origine.
E, tale trasformazione, Egli deve compierla, poiché solo all’uomo è stato concesso il dono del libero arbitrio, e dà il potere di far avanzare o disgregare mediante le sue reazioni quel processo di unione del mondo superiore con quello inferiore.
Egli deve apportare con il Tiqqhun (riparazione, correzione ) una restaurazione del suo mondo e “connettere l’inferiore con il superiore” sì che i suoi indumenti di pelle, divengano indumenti di luce, riunificando in quel modo la volontà Divina a quella umana.

ogni essere vivente possiede l’anima così suddivisa:
⦁ Neshamah: soffio, luce, intelletto – anima Divina puramente spirituale e sacrale.
⦁ Ruah: aria, vento – è l’anima pensante -.
⦁ Nephesh: alito o soffio vitale è l’anima animale che è l’alito del Bazar o guf corpo fisico.

E pur essendoci miriadi di differenti gradazioni di anime, una categoria anzi una gradazione sopra l’altra, ad infinitum, tutte dalle più superiori ed elevate, a quelle che hanno preso corpo negli ignoranti, e negli uomini di minor valore, tutte derivano ed hanno origine dalla Sapienza Divina ( Hochmah, e da questa a Binah anima universale).
Infatti nel versetto del salmo 103, è scritto: “Tu le hai fatte tutte con saggezza”.
Poi sono discese di grado in grado attraverso i mondi: dall’Archetipale di emanazione Atziluth, al mondo della Creazione Beriah, al mondo della formazione Yetzirah, al mondo dell’azione Asiyah o regno di Malkuth.
Inoltre la kabbalah Insegna che, tanto Nephesh che Ruah e Neshamah che risiedono negli “ignoranti”, traggono nutrimento e vita dalla Nephesh dalla Ruah e dalla Neshamah dei sapienti, saggi Maestri esoterici che in ciascuna generazione guidano dirigono illuminano.
Infatti nel Deuteronomio è scritto “attenendosi a lui ( Maestro ) erano legate ed unite alla loro essenza originale”.

La Neshamah è la parte Divina increata dell’anima, “frammento di divinità”, perché essa ha inizio con quello “sprazzo di Divinità” soffiato in lei che è la Grazia, – Grazia per Shekinah -.
la Neshamah è l’immagine di Dio nell’uomo, ed essendo perfetta è inconoscibile e riflettendo la pienezza nel suo Archetipo, possiede anche l’inconoscibilità dell’Essere Divino.
L’intelletto ha la supremazia nello sviluppo della Neshamah, cioè dell’effondersi dell’anima superiore Divina d’amore, che in lei è innato, e risiede occulto nel “centro cuore”, e si manifesta con l’impulso di fondersi con Dio, creando così uno stato d’animo che induce direttamente sulla ricerca dell’unità interiore.
Gli elementi base della trascendenza, quali il concetto di grazia, e le qualità innate dell’anima, nella Neshamah, permettono all’essere ( natura umana ) di balzare oltre l’abisso che separa la creatura dal suo Creatore e di porsi in contatto diretto con Dio, quindi, raggiungere l’armonia e l’unione con lo spiritualizzare la materia, cioè Nephesh, l’anima animale purificandola, trasmutandola ed infine deificandola, e questo è in potere dell’uomo.
conferma: è in potere dell’uomo deificare se stesso!

“Colui che sospira, sospira dal suo profondo” è scritto nello Zohar: ossia con la sua parte più interna ed intima, poiché è un elemento della sua più interiore e più intima vitalità che l’uomo emette, quando egli respira con forza.
Conseguenza, nel ritmo respiratorio (esercizio della respirazione), è La Neshamah, anima divina, che trasmuta la Nephesh, anima vitale.
La dimora dell’anima Divina è nel cervello, – spazio ove risiede Kether, Hochmah, Binah -, e da qui essa si estende a tutte le membra fino al cuore, ventricolo destro, nel quale non c’è sangue.
Infatti è scritto: “il cuore dell’uomo saggio è alla sua destra”.
E in questo si trova la fonte dell’ardente amore per Dio: amore che è come Forza di un Fuoco che si accende sempre più attraverso la conoscenza (Da’at) In coloro che comprendono la grandezza e lo splendore di Dio.
Dalla Neshamah deriva l’essenza delle diverse facoltà, le dieci facoltà corrispondenti alle dieci supreme Sephiroth, facoltà discese appunto dalle Sephiroth, chiamate anche Vesti di Luce.

E’ scritto: “il corpo è come una piccola città” dove le due anime, la divina e la vitale animale, si combattono.


E’ desiderio e volontà dell’anima divina di dominare, – attraverso la Ruah -, essa sola l’uomo e di dirigerlo, sì che tutte le membra le obbediscano, e completamente divengano un suo “veicolo” attraverso le sue 10 facoltà (Sephiroth dell’essere), facoltà che sono chiamate anche “Vesti di Luce”.
Facoltà che devono pervadere tutti gli organi del corpo, e in tal modo saranno le due Sephiroth che risiedono nel cervello Hochmah e Binah coadiuvate, per effetto della Da’at, Conoscenza, a dirigere totalmente l’organismo e ad attenersi all’osservanza della Torah.
Sì che l’amore che risiede nel più profondo del ventricolo destro del cuore, trabocchi sì da inondare la parte sinistra e sottometterla, così da modificare i desideri che provengono dalle kelophoth, le “acque impure”.
Infatti quando si pronuncia l’invocazione: “Con tutto il cuore ti amo, o Dio” sono implicite le due nature cioè le due anime la divina e la vitale trasmutata.
L’anima divina è quindi concepita come potenzialmente capace non solo di sopprimere gli impulsi nocivi della Nephesh, ma anche di completamente “sublimarli”.
la Neshamah, simile a Scintilla divina nell’uomo, si desta in lui, quando questi brama la conoscenza, e aprendosi allo studio della sapienza (Torah), e dei segreti divini, schiude tutte le sue capacità interiori e i poteri superiori di apprendere.

La Ruah santa fa parte dell’anima divina dell’uomo, la Neshamah. Considerata “anima morale” che domina Nephesh, le impone leggi e la illumina per quanto la sua natura lo richiede.
la Ruah come soffio sacro è anche Spirito
Il “Soffio sacro e divino”, Ruah, indica un moto di creazione in virtù del quale lo spirito umano è intimamente legato alla Grazia, prodotto da essa, come il movimento dell’aria è prodotto dal soffio, contiene questo soffio, ed è inseparabile da lui.
la Ruah o anima si desta nell’essere – in un momento non specificato – in quanto si desta come coscienza quando nell’essere inizia il discernimento, la brama di ascendere, e riesce ad innalzarsi al di sopra del suo aspetto puramente vitale animale.
Dalla forza vitale della Ruah, prorompe il Soffio di vita che anima l’essere, la sua volontà ed il pensiero; e nel risveglio l’essere esamina l’essenza delle diverse facoltà, valuta la forza relativa delle due anime, gli attributi concreti di ciascuna e le loro rispettive funzioni.
Il “libero arbitrio” dono della Ruah sta ad indicare l’imperfezione della natura umana decaduta, la perdita della somiglianza Divina, essendo obnubilata dal peccato, lacerata da desideri contrastanti.
E mentre alla Ruah compete il potere morale di distinguere tra bene e male, la Neshamah essendo “una parte di Dio”, è capace di compiere solamente il bene.
la Ruah è emanata direttamente, come la Neshamah, ma dall’Intelletto attivo e più propriamente dalla madre Binah. Mentre la madre della Neshamah è la Divina Sapienza, cioè Hochmah, per l’altezza interiore e mistica a cui può giungere.

nota: alcune correnti però dicono che la Neshamah anche la più alta è nata dal Trono di Gloria cioè da Tiphereth.

Ma nel Corpus principale dello Zohar, ad ogni anima viene assegnata una radice nel mondo delle Sephiroth, (e lasciando da parte il pensiero delle altre correnti) afferma che, Nephesh ha origine nella Sephiroth MalKuth, Ruah nella Sephirah Tiphereth e Neshamah nella Sephirah Binah.

Ma noi affermiamo che la emanazione dell’Anima è scaturita dalla Sapienza Divina Hochmah, per poi passare alla madre Binah, Anima Universale che le ha distinte.
Nel trono di Gloria, però, tutte le anime sono inizialmente intessute in una “Cortina” di tessuto mistico chiamata “Pargod”, cioè la “cortina di anime” (quella che può scorgere Metatron) dove sono registrate l’intera storia passata, e il destino futuro di ogni anima.
Inoltre, è la dimora di tutte le anime che dal basso, dopo i sette Atri divini, sono ascese cioè riascese fino al Trono di Gloria.
E solo a poche anime è dato di ascendere oltre, perdendo interamente la propria identità.
L’annullamento o il dissolversi in Dio dell’anima, è anche il pensiero del maestro Eckhart.
la Ruah, nel post mortem, dopo la punizione o purificazione, ascende secondo i suoi meriti, nei diversi stati, mentre la Neshamah innalzandosi riassurge alla sua fonte.


La punizione o la retribuzione spettano solo alla Nephesh e alla Ruah.
“Ma ad ogni Jobel cosmico, l’anima ascende dalla sua comunione con la Shekinah, al celato Luogo, stato celestiale nel Mondo della Mente divina, cioè nella Sephirah Hochmah”.

L’eredità fisiologica ed eredità psichica che influenzano la costituzione dell’uomo, appartengono alla Nephesh, e tali influenze nello stato di natura in cui si manifestano, sono in certo qual modo legate al piano Cosmico della individuale natura (influenze astrali e loro corrispondenze).
Carattere condizionato di ogni stato di manifestazione.
Ma, sono influenze che devono essere “dissolte”, riportate allo stato “sottile” dalla volontà dell’uomo, dalla dottrina, dall’azione, e soprattutto dalla sua unione con il Cielo, con il Divino.

Ogni nascita è determinata, e segue il suo corso prestabilito, sia per la razza che per la famiglia, lo stato, la religione.
Da ciò, nasce il concetto nella casta, che è molto importante.

Nephesh : Sale, Corpo, Pietra, Terra, le appartengono: cioè l’assimilazione dell’uomo animale, e nel corpo cui è legato, alla terra, e nel corpo si esprime la forza del Sale.

E’ scritto: ” C’è una bestia nera nella nostra foresta”.
La bestia nera è l’elemento passionale della natura inferiore, la Nephesh.
Questa deve emergere e deve essere trasformata (putrefazione), prima che si possa procedere ad altro.
La morte della natura inferiore, corrisponde alla “putrefazione”.

Nell’uomo, in cui la coscienza inizia il suo risveglio, si determinano i primi conflitti.
Inevitabile conflitto tra i due contrastanti livelli di coscienza, livelli che provengono da due fonti diverse: dall’anima divina e dall’anima vitale.
Il conflitto, spesso determina e produce una grande varietà di personalità diverse, che vanno, di solito, versò i due stati estremi.
La personalità morale ideale si trova tra i due estremi, nel mezzo.
Questa deve esercitare un autocontrollo e una vigilanza continua nei tre campi dell’attività umana: il pensiero, la parola, l’azione.
Il dramma del conflitto interiore porta l’essere ad esaminare se stesso e il proprio destino, il significato e lo scopo della propria vita, e il suo posto nell’ordine cosmico.

Nell’organismo fisico esiste un’anima, la Nephesh, che dà vita al corpo, che si veste del sangue dell’uomo, e che ha la sua origine nelle Keliphoth.
Infatti, nel Levitico è scritto: “Poiché la vita di ogni creatura è nel sangue”.
Da quest’anima provengono tutte le caratteristiche negative, le quali derivano dai quattro elementi negativi che in lei sono contenuti, e che hanno origine nelle Keliphoth, e apportano grande influenza nel carattere dell’uomo.
Gli elementi sono così suddivisi:
⦁ Ira e superbia provengono dall’elemento Fuoco (la cui natura è di salire in alto).
⦁ L’appetenza al piacere, concupiscenza, proviene dall’elemento Acqua, (l’acqua fa crescere ogni sorta di cose piacevoli).
⦁ Frivolezza, derisione, vanteria, chiacchiere inutili, provengono dall’elemento Aria.
⦁ Indolenza, apatia e tristezza, provengono dall’elemento della Terra.

Mentre dai tre Elementi divini – cioè dalle tre Lettere Madri – Aleph, Lem, Schin, proviene quella Forza vitale, tramite la quale, come Forza fondamentale di elevazione, l’essere può trasmutare i naturali elementi umani.
Tale Forza però è propria nella Ruah.
Infatti è scritto: “Ed Egli ispirò nelle narici il Soffio vitale”.
A questo fine di trasmutazione si ispirano tutte le tecniche basate sulla respirazione: affinchè l’alito della Nephesh, divenga “Soffio vitale della Ruah”, per poi assurgere alla Neshamah.

La dimora nell‘anima animale, Nephesh, si trova nel cuore, nel ventricolo sinistro che è riempito di sangue.
Sta infatti scritto: ”Il sangue è la Nephesh”.
L’anima animale è mossa principalmente dalle passioni, desiderio passionale, mentre l’intelligenza le contrasta: in quanto l’anima divina è essenzialmente intellettiva.

E quest’anima di grado inferiore che ha vita nel sangue, la cui origine è nelle Keliphoth, stenta e tarda a morire.
E se anche, tramite la trasmutazione, si “annulla” – dice lo Zohar – “un residuo di questa, permane, come “scorza” nella sua “sfera inferiore”, e che alle volte, riaffiora alla superficie.

Le tre “vesti” dell’anima animale, cioè, pensiero, parola, azione che sono originate dalle Keliphoth, possono essere “sovrapposte” dalle “vesti sante” (le vesti di Luce di cui si parla nella Neshamah) dell’anima divina, quando l’uomo prega, medita, o è impegnato a obbedire ai 613 precetti della Torah.
Ma quando cessa la preghiera o la riflessione sulla Grandezza di Dio, il male della parte sinistra si afferma nuovamente, e l’uomo comincia a riprovare il desiderio per le cose materiali della terra. Ma l’uomo deve, con la forza di volontà ch’è nel suo pensiero (cervello), dominarsi e controllare la spinta al piacere ch’è nel suo cuore, impedendo ai desideri di esprimersi in azioni, parole e pensieri: dominio che è compito svolto proprio dalla Ruah.

La Nephesh, natura umana, è quella che, se non viene trasmutata e deificata, oscurerà l’immagine di Dio.
Ma vista, la Nephesh, come regione inferiore nell’anima, è sede di quei pensieri e immagini e azioni diverse, suscitate dagli spiriti del male.
Diversi sono i gradi di materialità della Nephesh, ma gli elementi del corpo sono custoditi “come da una sentinella” dalle facoltà intellettuali sella Neshamah.

La Nephesh si trova in ogni uomo, poiché entra in lui al momento della nascita, ed è la fonte della sua vitalità animale, e della totalità delle sue funzioni psicofisiche.
Mentre nel post mortem, la Nephesh rimane per qualche tempo nella tomba, meditando sul corpo, e subisce – prima di iniziare la sua trasmigrazione – il cosiddetto ”giudizio della tomba”, cioè, le punizioni per le trasgressioni nel corpo.

Ad evitare ciò è necessario lottare senza posa col vigore e l’intrepidezza d’un leone contro gli impulsi maligni e malvagi che

rendono greve il corpo dell’uomo e lo avvolgono nell’indolenza proveniente dall’elemento “terra” che fa parte nell’uomo animale, e gli impediscono di attenersi al compiere la Volontà divina nel dovere del bene.

Quest’anima animale, bassa e istintiva, insita in tutti, se non si purifica e trasmuta, degenera in vizio e forza demoniaca, e usurpa di poteri non suoi, sì da congiungere l’uomo col demonio.
il vecchio Testamento n’è pieno e ne riassume il ricordo: l’idolatria lo insegna, e i Cananei furono un esempio tenebroso, mentre la Torre di Babele ne è la dimostrazione.

Mentre molti sono i brani del Vangelo sugli indemoniati liberati dal potere nel Cristo: il più noto è quello sull’indemoniato di Gerosa, (riportato da Marco, Matteo e Luca).
Alla domanda del Cristo: “quale è il tuo nome” – quello risponde – “Legioni”.
E Cristo permise alla legione di spiriti immondi, che uscendo dall’uomo, entrassero nel branco dei porci, branco che si slanciò dall’alto, nel mare, e annegarono.
Legioni contro le quali combatte l’Arcangelo Mikael con la sua milizia celeste.

L’astralità demoniaca raffigurata dal grande Drago, nel cui Abisso infero esistono sette inversioni tenebrose, è composto dalla congiunzione di Bestie con Demoni.
E’ in queste sette inversioni tenebrose che la Nephesh, decaduta, dopo la morte del corpo fisico, lasciando l’ordine naturale, cade, e inverte la sua natura quando viene projettata a vortice nelle Tenebre.
Può prendere sembianze demoniache come di animali della stessa polarità, e può nelle basse sfere della Terra manifestarsi, agire e influenzare nel Male l’uomo, comprimerlo, come può distruggerlo.
Ogni esperienza reintegrativa è compiuta dalla Ruah e dalla Nephesh: ma, se l’essere decade, è solo la Nephesh che discende negli stati tenebrosi.
Il grande fine a cui tende ogni Religione, Esoterismo, e in particolare l’Ermetismo, è proprio questo: trasfigurare o trasmutare la parte animale che risiede nell’essere.

disegno sui mondi


Parte animale che agisce proprio con gli istinti animaleschi, del quale, in analogia, ha subito la sembianza nei piani inferi.
Un brano della preghiera rituale trasmutativa redentiva, dice: “Per quam diabola sub specie bestia redemptura per Eonia ”.
E ogni qualvolta un essere superiore ha terminato le singole esperienze terrene e ascende ai piani superiori, nello stesso istante, dai piani abissali, un demone nasce come uomo sulla terra e inizia il cammino reintegrativo.

Di questo nuovo essere, in cui si è incarnato un dèmone, la Nephesh sarà proprio allo stato bestiale primitivo, ma inizierà sulla Terra la prima esperienza come primo ciclo di espiazione:
Esperienza di espiazione redentiva se svolta sul Piano della Luce del Cristo, e di riascensione.
(Virio, questo concetto lo espone nei fogli del disegno sui Mondi).

Perchè – come dice Jsaia – “Egli, Cristo, assorbirà la morte per sempre ”.

E S. Paolo, afferma: “Dio sarà tutto in tutti” , e quel “in tutto”, comprende anche i dèmoni .
E lo Zohar, conclude: “Alla fine dei tempi, dal nome di Samael, si toglierà Sama – che significa veleno – e non resterà che El – radice del Nome Divino che si ritrova nei Nomi di tutti gli Angeli”.

Luciana Virio

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